tamburi nel cuore

batti batti batti. nelle orecchie il ritmo sbilenco di mille bastoni e risate di bambini sul serpentone di bidoni che come in un rumoroso e sgangherato corteo nuziale accompagnano la giubiana al suo matrimonio con il fuoco. deve portarsi via l’anno vecchio. deve illuminare la terra per il raccolto nuovo. deve cadere dalla parte giusta, in avanti, per dare speranza di una buona stagione.

i bambini si sono divertiti.

io mi sono emozionata. come accade sempre. quando si tratta di riti antichi. di cori di alpini o di divise da vigili del fuoco e di protezione civile. ci sono sorrisi che scaldano il cuore.

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scelte di tempo

mamma cosa vuol dire G. Mazzini? Giuseppe Mazzini. E chi è? E’ un signore che pensava che era bella l’Italia unita cento cinquanta anni fa. Ah quando sei nata tu. No amore, per poco ma non ho conosciuto Mazzini vivo

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hai presente la raccolta differenziata?

sto guidando, squilla il cell la folletta mi dice mamma te lo prendo io? e scompare dentro alla borsa. quando riemerge (senza cellulare) tiene in mano una cosa rosa e sventolandola mi dice mamma cos’è questo? ocaz. è un assorbente amore. ah mamma ok ma me la spieghi bene questa cosa che ogni mese ci puliamo e c’è il giro del sangue ma con parole che le capisco bene bene con calma? ocazocazocaz. non ti bastano quelle che hai appena detto no? ne devo aggiungere altre? respiro (il corso pre-parto con le tecniche di respirazione funziona anche a scoppio ritardato).

ok. allora. tu ti fai il bagnetto ogni due giorni e ti lavi tutti i giorni i denti e i piedi – e anche il sedere e la patata mamma - sì ecco anche il sedere e la patata? bene ti lavi perché così’ sei in ordine non puzzi non ti si appiccicano i capelli addosso tutti unti come se fossero stati messi nell’olio e non ti vengono i buchi nei denti che sembrano quelli di questa strada giusto? bene ma dentro al corpo, ci puoi mettere lo shampoo e il balsamo e il dentifricio allo stomaco, ai polmoni, all’utero che è la culla del bambino quando è piccolissimo e deve crescere in pancia? eh noooo.

ok però il nostro corpo che è intelligentissimo ha i suoi metodi per fare pulizia. così, per esempio, quando mangiamo non è che tutto tutto gli piace e se qualcosa non gli serve fa come facciamo noi con le bottiglie di plastica o le bucce delle patate. le butta. e cosa diventano le cose che butta? diventano cacca. anche pipì mamma. sì ok anche pipì. bene. nella pancia, ci sono due specie di sacchettini che si chiamano ovaie. lì dentro ci sono tutti gli ovuli e quando si decide di fare un bambino se ne prende uno e si unisce al semino del papà e nella pancia della mamma poi il bambino cresce. – sì eppoi esce dalla patata e blablabla – (il blablabla è testuale, almeno questa ce la sfanghiamo yeah) -.

bene ma se deve essere una culla per il bambino che cresce, fino a che il bambino non c’è questa specie di culla come si fa a tenerla pulita? non possiamo mica spolverarla con l’aspirapolvere no? (ride). ecco. allora il corpo che è intelligente sai cosa fa? prende il sangue che ce n’è tanto e ci dà una bella lavata che tanto le vedi le vene? noi siamo pieni di sangue non c’è mica acqua nelle vene e allora usa il sangue no? (annuisce convinta). bene. solo che c’è un problema. il sangue quando ha pulito tutto dove va? esce. ecco brava esce. ma se noi non mettiamo un assorbente nelle mutandine cosa facciamo andiamo in giro a sporcare dappertutto e a spruzzare sangue come da una canna dell’acqua? non è mica bello no?(ride)

pausa di silenzio.

oh mamma ma te lo immagini se la patata andasse in giro a spruzzare sangue come una canna dell’acqua? sai che roba?

ok, ho una figlia splatter.

 

(ringrazio di cuore Francesco e il suo blog Mo te lo spiego a papà che ho scoperto da poco perché anche se lui non lo sa mi è stato utilissimo… non lo conoscete? è una garanzia!)

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dentiaguzzizannegiganti èundeficientechimistadavanti

un altro post diseducational

AL LAGHETTO
… sì, solo i maschietti dei germani hanno la testa di quel verde così brillante le femmine sono marroni e nere come quelle vedi? e perché mamma? eh, forse sono vanitosi

… mamma ma se gli portiamo via il germano all’anatra femmina si arrabbia? eh se è il suo fidanzato magari sì ci resta male o magari ne trova uno più bello

IN CASA
mamma mamma ma posso guardare questa scatola di fotografie? ma chi sono questi (osteria ha beccato una foto di me, vestita da sposa, con affianco il legittimo consorte poi diventato ex tanto anto anto tempo fa – ndr – che non è ovviamente il papà di Sara visto che lui è arrivato – molto – dopo) … aria indifferente: due sposi. risposta: ah belli (segnato in agenda: mettere in luogo sicuro quelle due ca..o di foto del matrimonio rimaste nel mucchio di tutte le altre)

mamma ma sei tu questa? sì. e questo a fianco chi è? lo zio. Ah. però è più bello lui.

mamma ma di chi è questa moto? di un mio amico. e perché ci sei tu sopra? perché lui stava facendo la foto. e non potevi fargliela tu? (ehm)

il titolo? è il nome di un coccodrillo, protagonista di una delle favole che stiamo leggendo ora. manco i libri ci prendono sul serio.

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come sabbia tra le dita

mamma ma vieni a prendermi che ho fatto un brutto sogno mamma ma mi accompagni tu a scuola con la macchina mamma ma lo sai che sei anche simpatica mamma giochi con me mamma a volte tu ce l’hai con me quando faccio la monella ma mi vuoi bene lo stesso mamma mi leggi la favola mamma mi aiuti mamma ma posso fare la bambina piccola?

la verità è che quando smetti di pensare a quello che accade fuori di te e a tentare di cambiare il corso della vita poi, la vita, le cose le mette a posto lei.

ho fatto fatica ad attraversare il pensiero che non era quella la storia che volevo per lei.  doveva essere una favola col lieto fine, senza feriti, senza dolore. e invece. ho nuotato contro corrente perdendo energie fiato attenzione pazienza rispetto. sentendomi inadeguata per questo.

poi mi sono arresa. avevo dimenticato, in fondo, che la corrente di un fiume, di solito, ti porta verso il mare.

e a me è sempre piaciuto il mare.

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benvenuto 2012

sfrontato nel cielo blu e nella temperatura mite di un san silvestro emiliano.

determinato nella grafia stentata di una bambina mamma tu scrivi quello che ti detto che poi io copio.

irrazionale in una notte con un cielo che sembra un tramonto in lastra d’argento di viola e grigi e una mezzeria che si scioglie in un abbraccio.

col sole dentro perché la vita sa dove andare e, a volte, quando meno te lo aspetti, ti fa vedere la primavera il 2 di gennaio.

buon 2012 a tutti. prima della fine del mondo, godetevela. e non rimandate a domani quello che potete gustare o scegliere oggi. è la vostra vita. trattatela bene.

 

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filastrocche

Glielo dico alla suora che hai mangiato pane e uova pane uova non c’e’ piu’ un bell’asino sei tu. mamma te la spiego? c’è la suora che ha preparato pane con le uova e le ha lasciate lì poi è passato un signore e si è mangiato il panino ed è lui l’asino hai capito? però a me sembra un poco asina anche la suora che l’ha lasciato lì, il panino.

vai folletta vai … :D

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Il più bello (fino ad ora)

non è banale. no. e ha la sfumatura di un colore così trasparente e fondo che non si può neppure descrivere. un natale centellinato, trattenuto e difeso, coccolato e immaginato, con fughe paure apnee dubbi. e attorno treni di parole. di chi non ne vuol sapere di chi quest’anno non ce la fa di chi lo odia da sempre ma ha dimenticato che da sempre non è possibile e non glielo puoi ricordare tu. natale che è come l’unghia sulla lavagna. natale che è come il profumo unico di un neonato. ho vissuto il mio personale count down con lo stupore di scoprirmi ogni giorno ad aprire una finestrella di un surreale calendario dell’avvento di emozioni. piccole sorprese, piccoli doni, magie, miracoli. a volte le parole diventano sfuggenti. sono respiri e occhi e pensieri e affetto che corre da nord a sud, da sud a nord in un intrecciarsi di trame, di assoli che si fondono in un coro, di colori che sfumano uno nell’altro. non avevo bisogno di vedere l’effetto dei pacchetti sotto l’albero, né la seggiola con tanto di cartello per babbo natale “siediti qui” e i biscotti e il latte e l’emozione da far perdere il sonno di una bambina per essere convinta che sarebbe stato un Natale prezioso. quest’anno. quello era doveva essere è stato il suo natale. e’ che c’era anche il mio, di natale, c’era e continuava ad esserci ad apparire a sbucare fuori nei momenti più strambi di giornate normali. fino alla fine. fino ad oggi. col count down a zero. e una mattinata a scartar regali. e un pranzo coi nonni e una promessa. mantenuta. mamma mi porti a monza il giorno di natale come regalo? che siam partite e non c’era nessuno per strada. che siamo arrivate all’arengario e c’erano gli scout e panettoni e té caldo e chitarre e bonghi e cappellini rossi e trenini e macarene. e jingle bells e i 100 passi, e il pescatore e la canzone del sole. e l’abbraccio di un’amica. dopo sei anni. e dopo cena la magia di opopomoz. e l’ultima frase prima di addormentarsi di mia figlia: no perché mamma, a parte i genitori e fratelli e gli zii e bla bla bla ci sono solo tre persone che ci vogliono davvero bene. Gesù, Babbo Natale e Dio.

Notte buona a tutti.

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merry x’leston


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il rumore di un frammento d’infinito

come se d’improvviso il silenzio si mangiasse un pacchetto di patatinepai

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